Direttive per il test HPV

Diverse organizzazioni mediche hanno emesso delle direttive per lo screening del cancro cervicale, che comprendono il test HPV. Tra queste figurano:

American Journal of Obstetrics & Gynecology

Alcune direttive specifiche, suggeriscono cosa deve fare il ginecologo qualora rilevi che una donna ha l'HPV. Sono state pubblicate nell'Ottobre 2007 sulla rivista medica American Journal of Obstetrics & Gynecology. Esse sono state elaborate da 146 esperti in rappresentanza di 29 organizzazioni e associazioni professionali.

Riepilogo:

  • Il test HPV è il metodo più usato per la valutazione del follow-up su donne di 20-30 anni, il cui Pap test sia risultato dubbio ("ASC-US"). Se il test rivela che queste donne non hanno contratto l'HPV, si raccomanda di ripetere il Pap test entro 12 mesi. Se è presente un'infezione da HPV, è opportuno procedere a una colposcopia.
  • Nelle donne di età superiore ai 30 anni è utile eseguire il test HPV unitamente al Pap test.
  • In funzione dei risultati di questi test, si raccomanda di procedere come indicato di seguito per le donne di età superiore ai 30 anni:

Pap test normalePap test dubbioPap test anomalo
Se non c'è un'infezione da HPV Ripetere sia il test HPV, sia il Pap test ogni tre anni. Ripetere il Pap test entro 12 mesi. Effettuare una colposcopia.
Se c'è un'infezione da HPV Ripetere sia il test HPV, sia il Pap test entro 12 mesi. Se uno dei test risulta anomalo, è opportuno effettuare una colposcopia (una procedura che permette di esaminare il collo dell'utero tramite un dispositivo di ingrandimento illuminato, spesso accompagnata dall'asportazione di tessuto per l'analisi). Effettuare una colposcopia. Effettuare una colposcopia.

 



Centers for Disease Control and Prevention (CDC)

Nell'aprile 2007, i CDC statunitensi hanno pubblicato un opuscolo dal titolo "HPV Information for Clinicians", in cui vengono fornite le seguenti direttive: 

  • Bambine e giovani donne: il Comitato consultivo sulle pratiche di immunizzazione raccomanda di somministrare il vaccino anti-HPV alle bambine e giovani donne di età compresa fra 11 e 26 anni, ma afferma che può essere somministrato già alle bambine di 9 anni.

    Idealmente, il vaccino andrebbe somministrato prima che la bambina diventi sessualmente attiva, cioè prima che esposta all'HPV. Se viene somministrato più tardi, il vaccino protegge unicamente dal tipo (o dai tipi) cui la donna non è ancora esposta.

    In ogni caso, anche dopo la vaccinazione, gli esami di screening del cancro cervicale rimangono necessari, poiché la protezione offerta dal vaccino HPV non è completa. 
  • Donne di qualsiasi età: è necessario iniziare a fare regolarmente il Pap test tre anni dopo il primo rapporto sessuale o all'età di 21 anni, a seconda di quale avvenga prima. I CDC statunitensi riconoscono che varie organizzazioni mediche di rilievo, come l'American College of Obstetricians and Gynecologists, l'American Cancer Society e l'American Society for Colposcopy and Cervical Pathology, promuovono l'uso del test HPV, abbinato al Pap test, per le donne oltre i 30 anni.


American College of Obstetricians and Gynecologists (ACOG)

Punti salienti del bollettino ACOG 2005 sul papillomavirus umano:

Raccomandazioni basate su "evidenza scientifica affidabile e coerente":

  • È stato riscontrato che il test HPV è più sensibile del Pap test nel rilevamento delle cellule cervicali precancerose (CIN 2 e 3). Pertanto, le donne che hanno un Pap test normale e non hanno un'infezione da HPV possono essere rassicurate perché il rischio di cancro cervicale o dell'insorgere di condizioni precancerose non identificate è di circa uno su 1.000.
  • Secondo gli studi condotti, quando il test HPV è abbinato al Pap test, il "valore predittivo negativo" (cioè la capacità di stabilire che la paziente non corre rischi) è del 99-100 per cento per la CIN 2 e 3.

Raccomandazioni basate su "evidenza scientifica limitata e incostante", ma comunque considerate buone pratiche mediche:

  • L'uso del preservativo può ridurre il rischio di contrarre patologie correlate all'HPV e può essere efficace nell'aiutare l'organismo a neutralizzare le infezioni da HPV.
  • L'abbinamento di Pap test e test HPV è consigliato per le donne di età pari o superiore ai 30 anni. Quando si effettuano entrambi i test, se i risultati sono normali per tutti e due è sufficiente ripeterli una volta ogni tre anni.

  • Le donne di età pari o superiore ai 30 anni, il cui Pap test è normale, ma che risultano affette da un'infezione da HPV ad alto rischio, devono ripetere il test HPV e il Pap test entro 6-12 mesi. [Si noti che le direttive più recenti, emesse dalla American Society for Colposcopy and Cervical Pathology, raccomandano di ripetere i test dopo 12 mesi.] Se il test rivela che una donna ha ancora un'infezione da HPV ad alto rischio, è necessario procedere a una colposcopia, indipendentemente dal risultato del Pap test.
  • Nelle donne sottoposte a trattamento a causa di cellule cervicali precancerose (CIN 2 e 3), il test HPV può servire per accertare l'efficacia della terapia.

Punti salienti del bollettino ACOG 2003 sullo screening di citologia cervicale (Pap test):

  •  Il Pap test deve essere eseguito annualmente a partire dal terzo anno dopo il primo rapporto sessuale, o all'età di 21 anni, secondo quale delle due condizioni si verifica per prima.
  • Fino all'età di 30 anni, le donne devono sottoporsi al Pap test ogni anno. 
  • Una volta compiuti i 30 anni, è opportuno che le donne si sottopongano al test per il papillomavirus umano (HPV) contemporaneamente al Pap test. 
  • Le donne il cui test HPV è negativo e il cui Pap test è normale non hanno bisogno di ripetere i test per i tre anni successivi. (Le donne che effettuano solo il Pap test devono sottoporsi ai test più frequentemente.) 
  • Il test per lo screening del cancro cervicale non è necessario per le donne che abbiano subito un'isterectomia totale con l'asportazione del collo dell'utero, se questa è stata eseguita per motivi diversi da un tumore e se la paziente non ha precedenti di patologie cervicali. (Tieni presente che, una volta asportato il collo dell'utero, il cancro cervicale ovviamente non desta più preoccupazioni. I medici potrebbero decidere di effettuare un "tampone" e un test HPV per rilevare eventuali cellule anomale nella vagina e nella vulva, poiché le donne con precedenti di cancro cervicale possono correre un maggiore rischio di tumore in quelle parti del corpo. Peraltro, le direttive dell'ACOG affermano anche che alcuni dati depongono a favore dell'interruzione dei test sulle donne che hanno subito un'isterectomia totale per qualsiasi motivo, una volta che tre Pap test di seguito abbiano dato esito normale.)